E prosegue: “Negli ultimi anni il bottino di scudetti giovanili, titolo italiani e maglie azzurre aveva toccato numeri da record, ma quello che è successo nel 2006 con la conquista di 2 scudetti nel Campionato Italiano su pista under ’21 sia con la squadra maschile che con quella femminile ha superato tutto, consacrando la società presieduta da Daniele Eynard e diretta da Dante Acerbis come la migliore realtà italiana a livello giovanile per la fascia di età compresa tra i 14 e i 20 anni”.
Sono grandi soddisfazioni, ma per l’atleta Eynard il pensiero è concentrato prevalentemente sull’esercizio dello sport : " La cosa vera” asserisce, “è che se ti alleni bene e riesci a correre per un’ora di fila…quella sì che è una vera soddisfazione!”
La sua teoria è che la potenzialità non basta, ci vuole una sana ostinazione perché, pur con le carte in regola, se manca la volontà è inutile continuare!
“Conoscere il corpo, allenarlo, sentirlo e lavorarlo!” questo è lo sport di Daniele Eynard, una sport che deve essere soprattutto etica, perché “ se non sei onesto, non puoi avere soddisfazioni”
Condivide con gli esperti che lo sport concorre alla formazione della personalità armonica ed equilibrata della personalità che pone le basi per un’apertura a valori più alti quali la cultura, la partecipazione sociale e la ricerca dei significati che vanno oltre gli aspetti materiali e quotidiani della vita.
Lo sport è una scuola che sa insegnare disciplina, ma allo stesso tempo sa stimolare quell’interesse personale a migliorarsi che può portare sicuramente alla vittoria perché è “il risultato di un lavoro ben fatto” .
L’importante è evitare di identificare vittoria e sconfitta come successo o fallimento.
Nello sport si può anche perdere ma, “La sconfitta fa maturare più della vittoria, serve a far capire gli errori e a rafforzare la volontà”
E’ come dire: vincere con stile e perdere con dignità!
La costanza di esercitare uno sport può dare i frutti nell’età adulta con giovamento fisico non indifferente. Ricorda Eynard che esistono i “ Master” che gareggiano fini ad ottant’anni!
Sul professionismo non ha solo riserve, ma lo ritiene un grande pericolo per lo sport: "I dilettanti lo fanno per passione, afferma, nel professionismo ci sono altre regole…c’è esasperazione!
Infatti la ricerca ossessiva del risultato ad ogni costo viene esasperata da pressioni di ogni tipo e lo sport si spoglia del suo vero significato.
L’atletica leggera incarna da sempre l’idea dello sport puro, il perno insostituibile dei Giochi Olimpici e deve essere praticata nella maniera “scientifica” che fa parte del “pensiero “ di Daniele Eynard: educazione del corpo intesa sia come conservazione ottimale del medesimo sia come atteggiamento positivo verso il corpo stesso.
Padronanza motoria e capacità razionale saranno dunque le conquiste cui ogni atleta “ vero”, attraverso la disciplina sportiva, potrà aspirare.